Pubblicazione studio su centro di raccolta e selezione degli scarti solidi industriali e raccolta differenziata di alcuni comuni lucani ( dr. Alessandro Montemurro)

              

               La presente relazione analizzerà le possibili fonti di inquinamento derivanti sia dalla natura del materiale trattato, sia dalla lavorazione.

 

               La seguente relazione svilupperà i seguenti capitoli:

1) l’iniziativa industriale sperimentale;

2) il ciclo produttivo;

3) il progetto;

4) la descrizione del territorio;

5) la compatibilità ambientale;

6) conclusioni.

 

 

1) L’INIZIATIVA INDUSTRIALE

               L’iniziativa industriale sperimentale per il riciclaggio dei rifiuti industriali,  è motivata dalle crescenti richieste di smaltimento delle aree industriali regionali e dalla necessità di riduzione dei quantitativi da smaltire, vista la situazione deficitaria del settore dello smaltimento dei rifiuti.

               In definitiva, l’iniziativa industriale sperimentale del riciclaggio che si andrà ad effettuare, associa la duplice esigenza del recupero di materie prime e del problema dello smaltimento di rifiuti, con un indiscutibile vantaggio per l’ambiente.

               Il tipo di recupero e riciclo che si realizza nel centro, riguarda  in particolare, il rifiuto solido industriale  prediligendo  il residuo di imballaggio.

 

2)           IL CICLO PRODUTTIVO

               La materia prima impiegata nell’attività in oggetto è il rifiuto solido industriale,  costituito essenzialmente dal residuo di imballaggio.

               Nel ciclo di produzione e distribuzione del processo industriale,  il residuo di imballaggio è composto prevalentemente da plastica, cartone e legno e, in percentuali molto minori, da metalli e vetro con totale assenza di parte organica.

               Le composizioni medie sono:

- 30%  PLASTICA

- 20%  CARTA

- 30%  LEGNO

-   5%  VETRO

-   5%  METALLO

- 10%  VARIE

               con l’assenza di materiali liquidi e/o sostanze organiche putrescibili.

               Qualora nel residuo di imballaggio fossero presenti sostanze organiche o materiali liquidi, questi saranno  cerniti e separati preventivamente in fase di raccolta dei rifiuti.

               Il processo industriale che si realizzerà nel costruendo centro, risulta essere semplice.

               Gli scarti di produzione raccolti dalle varie industrie della zona saranno conferiti direttamente all’interno del capannone senza essere stoccati, e saranno avviati alla selezione separando in maniera differenziata i vari materiali.           

               I materiali così opportunamente selezionati, saranno spostati nell’area di imballaggio dove saranno sminuzzati , pressati ed imballati.

               Successivamente i  prodotti così  ottenuti saranno immagazzinati in opportune aree all’esterno del capannone mentre gli eventuali scarti non riciclabili saranno smaltiti in discarica.

               La quantità  della materia prima a regime si prevede in circa 500 q/giorno per 220 giornate lavorative.

              

               Poichè il processo non prevede l’utilizzo di acqua,  si svolge al chiuso,  e non si coinvolgono parti organiche,  non sono previste esalazioni di odori, produzioni di liquami di qualsiasi natura;  ciò nonostante, lo scarico del materiale in entrata nel centro, avverrà su una superficie opportunamente impermeabilizzata, a maggior garanzia di sicurezza.

              

               Particolari accorgimenti, inoltre,  saranno presi nella scelta e nell’utilizzo delle macchine da utilizzare (che saranno del tipo omologato a norma di legge), per evitare la produzione di polveri e ridurre al minimo il rumore industriale.

 

               Il centro di raccolta e di selezione degli scarti industriali al suo interno del capannone la suddivisione degli ambienti tiene conto della particolarità del processo industriale, secondo la seguente descrizione schematica:

- reparto consegna;

- reparto alimentazione;

- reparto selezione;

- area triturazione;

- reparto imballaggio;

- area stoccaggio provvisorio.

 

               Le principali attrezzature necessarie per il funzionamento della fabbrica saranno: carrelli elevatori, nastri trasportatori, macchine per la sminutizzazione, presse ed imballatrici.

               All’esterno, il deposito all’aperto sarà impegnato dal materiale selezionato ed imballato.

               A servizio dell’intero complesso industriale sono previsti gli impianti idrico-fognante e antincendio con rete indipendente, come previsto della legislazione vigente.

               Le sistemazioni esterne saranno costituite, per quanto riguarda la pavimentazione esterna del capannone, da conglomerato bituminoso, con regolamentazione delle acque meteoriche mediante pozzetti di raccolta e condotte di smaltimento.

               Lampioni di illuminazione, rete idrica per irrigazione aiuole, pavimentazioni marciapiedi, recinzioni ed impianti vari, saranno realizzati secondo le indicazioni della direzione lavori.

 

3)           DESCRIZIONE DEL TERRITORIO

In questo capitolo saranno illustrate in dettaglio tutte le caratteristiche dell’area interessata alla realizzazione dell’opera;  la descrizione riguarderà in particolare, l’ubicazione, il contesto territoriale dell’area, le sue caratteristiche morfologiche, geologiche, geotecniche, idrogeologiche, biologiche,  meteo-climatiche ed i vincoli territoriali.

               L’analisi di tutte le caratteristiche ci permetterà di stabilire le condizioni ambientali di partenza al fine di valutare la compatibilità ambientale dell’opera sul luogo in cui insisterà.

 

 

4.1)       Ubicazione                  

               L’area di ubicazione dell’impianto è in agro di Ferrandina (MT) nell’ Area industriale  Val  Basento

4.2)       Contesto e  vocazione territoriale

               Il sito è inserito in un contesto territoriale a vocazione industriale, facente  parte dell’Area Industriale Val Basento; la copertura di tipo  naturale è fisicamente rappresentata da aree con vegetazione rada e da aree ad uso agricolo ed industriale.

4.3)       Caratteristiche morfologiche

               Da un punto di vista morfologico, l'area in esame appare essere pianeggiante con una quota media di circa 47m s.l.m.m, risultato dell’azione erosiva e di deposito di sedimenti alluvionali da parte del  Fiume Basento.

               Il sito è caratterizzato dalla presenza della Formazione dei Depositi Alluvionali attuali e recenti sosvrastanti la Formazione delle Argille Subappennine.

               Per quanto riguarda le caratteristiche geologiche dei  Depositi Alluvionali, questi presentano un’elevata variabilità  da un punto di vista granulometrico in quanto si riscontrano  mescolanze eterogenee di sabbie più o meno limose,  ciottoli  e ghiaie varidimensionali immersi  in  matrice più o meno cementata di natura sabbio-limosa.  La compattezza  è variabile ma generalmente è medio-bassa; lo spessore presentato è molto variabile in relazione all’azione di deposito e di  erosione del Fiume Basento,  ed è compreso fra i dieci ed i trenta metri dal p.c. .

               Al di sotto della copertura detritica, sono presenti le Argille Subappennine che si presentano di  color  grigio-azzurro, compatte, con composizione marnosa e variabili componenti siltoso-sabbiose. Le argille non presentano una stratificazione distinta e solo a luoghi appaiono intercalate a sottili livelli sabbio-limosi;  il loro spessore, desunto dai dati delle perforazioni per ricerche petrolifere, è stimato in oltre i mille metri .

               Da un punto di vista della stabilità generale,  l’area non presenta  fenomeni  franosi  e/o  di instabilità  in  atto o  recenti.

               Tettonicamente non si riscontra la presenza di faglie e/o dislocazioni evidenti.

4.6)        Caratteristiche idrogeologiche

               Da un punto di vista idrogeologico, l’importanza della conoscenza delle caratteristiche idrauliche dei terreni del sito, sia in termini di permeabilità dei litotipi, che in termini di presenza di acque superficiali e/o di falde acquifere sotterranee, assume una importanza relativa in quanto il processo industriale non prevede   uso di acqua , l’ utilizzo di sostanze allo stato liquido che possono permeare il terreno creando pericolo di inquinamento per le falde sotterranee.

               Alla luce del rilevamento geologico di superficie, una caratterizzazione idrogeologica dei  Depositi Alluvionali è di un complesso variamente permeabile in relazione alla composizione litologica e alla percentuale della matrice; il valore della permeabilità risulta generalmente medio- alto.

               Le Argille Subappennine, sono invece  un complesso impermeabile anche se, nei termini più superficiali , la permeabilità può essere variabile in relazione al grado di degradazione presentato.

               Il Fiume Basento, nelle immediate vicinanze rappresenta la zona di drenaggio delle acque di precipitazione meteorica.

               La  raccolta dei dati statistici relativi agli eventi di piena, nonchè la locale larghezza dell’alveo, non fanno prevedere pericoli di sorta per il costruendo impianto, considerata anche la presenza, a valle dello stesso, di un argine in terra dell’altezza di circa tre metri.

 4.7)       Caratteristiche biologiche

               L’influenza antropica, essendo il sito collocato in un’area industriale,  ha avuto chiari effetti sulle caratteristiche biologiche dell’area, con pesanti ripercussioni sul popolamento vegetale e faunistico,  Le modificazioni antropiche hanno causato la scomparsa delle formazioni  legnose originarie e la migrazione della fauna.

               La zona è caratterizzata dalla presenza di seminativi ed oliveti, mentre la scarsa fauna è rappresentata dai più comuni vertebrati appartenenti alla classe degli Anfibi e Rettili (rospo comune, rana verde, ramarro, lucertola campestre, biacco, cervone, biscia del collare).   L’avifauna  è rappresentata dal rondone, dall’allodola, la rondine, la cornacchia ed il cardellino;   la rara mammofauna è costituita dalla talpa romana,  dal toporagno nano, il pipistrello, l’istrice, il  topo selvatico, la volpe e la donnola.

4.8)        Condizioni meteo-climatiche

               Le stazioni meteoreologiche significative per l’area di studio sono localizzate in area costiera a Policoro (Stazione Aeronautica Militare n°315) e in area collinare a Ferrandina (Stazione Aeronautica Militare 313).

               Considerando la posizione del sito, in relazione alle due località sopra citate, appare evidente che la stazione di Ferrandina sia in termini di distanza che di ubicazione geografica, è certamente la più idonea a delineare le condizioni meteorologiche del sito.

               I dati in possesso prevedono per quanto riguarda i venti, il 6.8% delle frequenze annuali di calma, con un minimo stagionale del 5.56% in primavera ed un massimo del 8.67% in autunno.   Le frequenze dominanti sono contenute nel quadrante Nord-Ovest (tramontana), in particolare nel settore 315° - 0° .

               Le temperature indicano valori medie mensili comprese fra un massimo di 26° nel mese di Agosto ed un minimo di 7° nei mesi invernali.

               L’umidità relativa presenta classi di variabilità uniformemente distribuite lungo il corso dell’anno.

               La piovosità presenta valori massimi compresi fra 71 - 76 mm tra Ottobre e Gennaio, valori minimi di 24 - 30 mm nei mesi estivi di Luglio ed Agosto.  Il numero dei giorni di pioggia è massimo nei mesi di Aprile e nei mesi autunnali di Ottobre, Novembre e Dicembre in cui risulta sempre superiore ai 10 giorni.

4.9)      Vincoli

               La zona oggetto d’indagine non è sottoposta ad alcun tipo di vincolo (idrogeologico, paesaggistico, archeologico, sismico, urbanistico).

 

5)        ANALISI DICOMPATIBILITA’ AMBIENTALE

               Lo studio di compatibilità ambientale analizza l’impatto dell’opera in  progetto sulle caratteristiche ambientali dell’area su cui insisterà.

               L’analisi ha come punto di partenza la conoscenza delle condizioni ambientali iniziali del sito , e, delinea le condizioni  che si otterranno nella zona in esame, durante la realizzazione e l’esercizio dell’opera in progetto.

 

 

5.1)     Analisi ambientale sull’esistente

               La dettagliata analisi ambientale sull’esistente, operata nel precedente  capitolo,  ha  messo in  luce   come l’area è caratterizzata dagli insediamenti industriali e dalle colture agrarie, costituendo un ambito artificiale.

               La zona,  pertanto, ospita componenti diffusi sul territorio e ben adattati a modificazioni anche repentine.

               Le componenti hanno pertanto valore minimo in riferimento alla loro rarità e vulnerabilità.                                

               Alla luce dei dati acquisiti e delle considerazioni esposte, gli elementi  ambientali esistenti sul territorio interessato al progetto, sono quindi da considerarsi in partenza, di basso.

 

5.2)        L’analisi di compatibilità ambientale

               La fase di analisi delle interazioni opera/ambiente è stata svolta mediante la predisposizione di una specifica metodologia basata sulla costruzione di una matrice di interazione fra componenti e sub-componenti ambientali e fattori progettuali potenzialmente cause di impatto.

               L’incidenza reale di tale impatto dipende dalla natura e dalla sensibilità dei luoghi sotto il profilo ambientale e dalle effettive caratteristiche del progetto;    a volte queste caratteristiche possono anche costituire un miglioramento effettivo delle componenti ambientali coinvolte ottenendo una notevole attenuazione dell’impatto.

               La lista delle componenti ambientali  considerata per lo studio di compatibilità ambientale, è stata ricavata dalla L.R. 47/94, Art. 7 ad eccezione del fattore “radiazioni ionizzanti e non ionizzanti” ed in particolare è costituita da:

- ATMOSFERA (inquinamento atmosferico ed olfattivo);

- AMBIENTE IDRICO (idrologia superficiale e sotterranea, aspetti idraulici e qualità acque);

- SUOLO E SOTTOSUOLO (morfologia, stabilità ed erosione, pedologia ed uso produttivo del suolo);

- ASPETTI NATURALISTICI (vegetazione e fauna);

- SALUTE PUBBLICA;

- RUMORE;

- PAESAGGIO E BENI CULTURALI  (contesto paesaggistico, visibilità, testimonianze storico-culturali);

- ASPETTI ANTROPICI  (sistema relazionale, insediativo, pianificazione).

 

               Di seguito si riporta in dettaglio l’analisi ambientale svolta sulle singole componenti e subcomponenti.               

 

5.2.1.)    Atmosfera

               La presenza dell’impianto non avrà effetti sull’atmosfera sia per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico,  che l’inquinamento olfattivo, in quanto non sono previste nella lavorazione, materiali contenenti polveri, fumi e/o parti organiche putrescibili.

5.2.2.)   Ambiente idrico

               L’idrologia superficiale sarà influenzata leggermente dalla realizzazione dell’opera in quanto sarà modificata la morfologia superficiale;  l’impatto potrà essere considerato addirittura positivo se si pensa alla regimentazione delle acque meteoriche mediante pozzetti di raccolta e condotte di smaltimento.

               La qualità delle acque invece, non subirà alcuna modificazione, non essendoci alcuna interazione fra queste e l’attività di recupero dei rifiuti prevista nel centro.

5.2.3.)   Suolo e sottosuolo

               La morfologia, a causa della costruzione del centro di recupero, subirà solo lievissime conseguenze,  essendo già naturalmente pianeggiante;  data la natura dei terreni e le caratteristiche dell’opera in costruzione,  non vi saranno problemi riguardanti la stabilità e l’erosione.

               La pedologia e l’uso produttivo del suolo subiranno sensibili modifiche per il cambiamento di destinazione del suolo stesso. 

               Il sottosuolo non sarà interessato dalla presenza dell’opera, non essendoci interazioni fra l’opera, la lavorazione prevista,  ed  il  sottosuolo stesso.

5.2.4.)    Aspetti naturalistici

               La vegetazione e l’eventuale fauna presente subiranno  un lieve disturbo, considerando la loro buona adattabilità alle modificazioni imposte  dall’uomo nell’area studiata, e la prevista piantumazione di nuove unità arboree.

 

 

5.2.5.)  Salute pubblica

               Questa componente ambientale non sarà minimamente interessata dalla realizzazione e dall’esercizio dell’opera, a causa della natura inerte dei rifiuti trattati ed alla semplicità del  processo industriale cui saranno sottoposti gli stessi.

               La lavorazione non prevede né la produzione di fumi e polveri, né lo stoccaggio di qualsiasi sostanza.

 

5.2.6.)    Rumore           

               Il rumore dovuto alle fasi di lavorazioni quali il traffico dei mezzi di trasporto, la minutizzazione e l’imballaggio dei materiali,  rientrerà nei limiti previsti dalla legge, perfettamente inseriti nel contesto dell’area industriale.

 

 

5.2.7.)    Paesaggio e beni culturali

               Il sito non presenta vincoli paesaggistici di alcun tipo, beni culturali di alcuna natura,  considerata la vocazione ad area industriale della zona.

               L’impatto dell’opera su questa componente è nullo.

 

 

5.2.8.)    Aspetti antropici

               L’opera in progetto non crea turbative, considerata anche la scarsa popolazione residente in un’area industriale.

 

 

 

5.3)        Conclusioni

               Alla luce di quanto dettagliatamente illustrato, il valore di impatto dell’opera in progetto risulta  trascurabile  sull’ambiente ove la stessa sarà inserita.

 

6)           CONCLUSIONI

               E’ stata svolta un’analisi di compatibilità ambientale sul progetto per la realizzazione di un centro di raccolta e selezione di scarti solidi industriali al fine del riutilizzo.

               Il centro sarà realizzato in agro  di  Ferrandina (MT)  nell’area industriale Val Basento e la materia prima impiegata nell’attività sarà il rifiuto solido industriale costituito essenzialmente dal residuo di imballaggio, costituito da plastica, carta, legno, vetro, metallo e l’assenza di parti liquide e/o parti organiche putrescibili.

               L’iniziativa industriale sperimentale del riciclaggio associa la duplice esigenza del recupero di materie prime e del problema dello smaltimento dei rifiuti, riducendo la situazione deficitaria dello smaltimento in Regione.

               Il processo industriale da realizzarsi sarà una semplice selezione del materiale ed un successivo imballaggio per distinte classi merceologiche.

               L'analisi ambientale è stata eseguita considerando il tipo di rifiuto utilizzato  ed il tipo di processo cui lo stesso sarà sottoposto, nel contesto ambientale dove il centro di recupero verrà realizzato.

               Considerando lo stato iniziale dei luoghi ed le trasformazioni che le componenti ambientali di questi subiranno a causa della presenza dell’impianto di recupero, il risultato cui si perviene con l’analisi di compatibilità ambientale, classifica come trascurabile il valore di impatto del costruendo centro di recupero  nei confronti dei luoghi ove insisterà.